Opere e Portfolio: Aurelio Galfetti
Il portfolio di Aurelio Galfetti è una mappa tangibile del pensiero architettonico che ha plasmato il volto moderno del Ticino e della Svizzera. Attraverso i progetti si delinea un percorso intellettuale rigoroso, dove ogni edificio e ogni oggetto diventa un capitolo di un discorso più ampio sulla materia, sulla storia e sulla funzione sociale dell’architettura. Questo archivio costituisce un riferimento attivo e un punto di partenza per le sfide progettuali contemporanee.
Il Restauro Moderno: Castelgrande a Bellinzona
Il progetto di ristrutturazione del Castelgrande (1980-1991) è un intervento seminale nel patrimonio UNESCO e un capolavoro di equilibrio. Galfetti ha affrontato la rocca di Bellinzona non come una reliquia da imbalsamare, ma come un organismo urbano vivo. Il suo approccio, rispettoso e al contempo radicalmente contemporaneo, ha ridefinito la relazione tra antico e nuovo, trasformando il castello in un luogo accessibile e simbolico per la comunità.
Il dialogo con la storia
L’intervento evita il mimetismo stilistico. Invece di replicare il linguaggio medievale, Galfetti instaura un dialogo chiaro attraverso volumi puri e materiali moderni. L’aggiunta più celebre, l’ascensore-torre scavato nella roccia, risolve il problema dell’accessibilità in modo monumentale, diventando esso stesso un landmark. La conservazione passa così attraverso un’aggiunta onesta, che marca il tempo presente senza oscurare il passato.
Materiali e percorsi: l’innovazione discreta
All’interno delle mura, l’architettura di Galfetti guida l’esperienza del visitatore con discreta maestria. I nuovi volumi in cemento armato a vista definiscono spazi per la ristorazione e l’accoglienza, il cui linguaggio essenziale fa da contrappunto alla pietra storica. I percorsi riorganizzati e le visuali incorniciate creano una sequenza narrativa che lega le diverse epoche stratificate del sito. L’innovazione si pone al servizio della leggibilità della storia.
Architettura Pubblica e Collettiva
Aurelio Galfetti ha dato un contributo fondamentale all’edilizia pubblica del Cantone, concependo edifici che sono innanzitutto strumenti di coesione sociale. La sua architettura pubblica rifiuta il monumentalismo autoritario in favore di spazi a misura d’uomo, che favoriscono l’incontro e la democrazia quotidiana. Analizziamo due esempi paradigmatici: la Scuola Media di Lambertenghi a Lugano e il Centro Amministrativo di Balerna.
La Scuola di Lambertenghi: leggerezza e comunità
La Scuola Media di Lambertenghi, affacciata sul Lago di Lugano, è un inno alla leggerezza e alla trasparenza. L’edificio si articola su più livelli, sfruttando il pendio naturale del terreno. Grandi facciate vetrate e ampie terrazze dissolvono il confine tra interno ed esterno, portando la luce e il paesaggio nel cuore dell’attività didattica. La scuola è un organismo permeabile che educa alla relazione con il contesto e alla vita collettiva.
Il Centro di Balerna: istituzioni e urbanità
Il Centro Amministrativo di Balerna affronta il tema della rappresentanza istituzionale con un linguaggio di sobria eleganza. La composizione di volumi distinti – per la municipio, la posta, la cassa malati – crea una piccola piazza coperta, un nuovo cuore civico per il paese. L’uso di materiali come l’acciaio Corten e il calcestruzzo conferisce un carattere solido e duraturo, mentre la planimetria aperta invita i cittadini a appropriarsi degli spazi.
Design e Oggetti: La Progettazione Totale
La filosofia di Aurelio Galfetti abbraccia senza soluzione di continuità la scala dell’oggetto. Per lui, l’architettura non si ferma alla pelle dell’edificio, ma si estende agli arredi e agli elementi d’uso quotidiano. Questo impegno nel design industriale, particolarmente significativo nella collaborazione con il marchio Alias, dimostra una ricerca di coerenza formale e strutturale che unisce macro e microcosmo.
Lo sgabello ‘Aurelio’: forma e struttura
Lo sgabello ‘Aurelio’, disegnato per Alias, è un manifesto di questa poetica. La sua forma nasce da un gesto semplice e geniale: una lamiera di acciaio piegata che diventa simultaneamente struttura portante, seduta e poggiapiedi. Non c’è un solo elemento superfluo. Questo oggetto iconico riflette gli stessi principi dell’architettura di Galfetti: onestà costruttiva, essenzialità della forma e massimo risultato con il minimo dei mezzi.
Design come estensione dello spazio
Per Galfetti, il design è un’estensione naturale dello spazio architettonico. Gli oggetti che progetta dialogano con gli interni dei suoi edifici, spesso caratterizzati da superfici in calcestruzzo a vista e ampie vetrate. La progettazione totale garantisce un’unità d’intenti, dove ogni componente, dalla maniglia alla lampada, contribuisce a definire un’atmosfera coerente e rigorosa.
Il Linguaggio dei Materiali: Calcestruzzo, Acciaio, Vetro
La poetica architettonica di Aurelio Galfetti si esprime attraverso un uso espressivo e onesto dei materiali. Il suo vocabolario, composto da cemento armato a vista, acciaio Corten e vetro, non è una questione puramente estetica, ma etica. Ogni materiale viene scelto per le sue proprietà intrinseche e mostrato nella sua verità, senza finiture mimetiche.
La materia nella tradizione ticinese
L’uso del calcestruzzo a vista di Galfetti affonda le radici nella cultura costruttiva ticinese, aggiornandola con sensibilità moderna. La grana delle casseforme, le giunture, le texture diventano parte integrante del disegno architettonico, conferendo agli edifici una presenza materica potente e tattile. Questo approccio collega le sue opere a una certa idea di permanenza e autenticità, tipica dell’architettura del territorio.
Tecnologia e artigianato
Nel lavoro di Galfetti, l’innovazione tecnologica non cancella il sapere artigianale, ma lo esalta. La precisione nel dettaglio costruttivo, visibile nelle giunzioni tra vetro e acciaio, è frutto di una stretta collaborazione con le maestranze. Il risultato è un’architettura in cui la forza dell’idea progettuale è sostenuta da un’altissima qualità esecutiva, percepibile nella finitura di ogni elemento.
Eredità e Influenza nell’Architettura Contemporanea
L’influenza di Aurelio Galfetti sull’architettura svizzera e ticinese è profonda e duratura. Il suo pensiero, trasmesso attraverso decenni di insegnamento, continua a ispirare nuove generazioni di progettisti. Riflettiamo su questa eredità considerando il suo ruolo accademico e l’attività odierna dello Studio Galfetti.
La lezione di Mendrisio
Il ruolo di docente e fondatore all’Accademia di Architettura di Mendrisio (USI) è stato cruciale. Nelle aule ha plasmato un metodo di insegnamento basato sull’osservazione critica della realtà, sul rapporto con la storia e sull’importanza del costruire bene. La sua lezione ha formato una scuola di pensiero che mette al centro il progetto come sintesi di cultura, tecnica e responsabilità sociale.
Lo Studio Galfetti: continuità e innovazione
Lo Studio Galfetti di Lugano rappresenta oggi la continuità operativa di questo pensiero. Portando avanti l’eredità del maestro, lo studio affronta le nuove sfide progettuali – dal restauro alla nuova edificazione – con lo stesso rigore metodologico e la stessa attenzione al contesto. L’approccio rimane fedele ai principi fondativi: il dialogo con il luogo, l’onestà dei materiali e la creazione di spazi significativi per la collettività.
Il portfolio di Galfetti non è una semplice collezione di edifici, ma un discorso coerente e attuale sull’essenza dell’architettura svizzera moderna. Ogni opera, dal Castelgrande allo sgabello per Alias, contribuisce a definire una visione in cui etica ed estetica, storia e innovazione, trovano un equilibrio esemplare e profondamente radicato nel territorio.


